Oltre la Vandelli: percorsi mitici in Apuane
Non è sempre conflittuale Il rapporto fra uomo e natura.
Neppure quando l’uomo interviene per soddisfare esigenze prettamente antropiche.
Per esempio realizzando i percorsi sulle Apuane di cui ha parlato Nicola Andreazzoli.
Prefetto del Club e avvocato di professione, nel tempo che gli rimane è appassionato alpinista.
Profondo conoscitore del territorio, ha illustrato alcune vie create dall’uomo sulle Apuane.
Vie aggiuntive alla Via Vandelli, delle quali si parla meno a dispetto della loro bellezza.
Con tanto di foto che lo ritraggono sui profili scoscesi delle montagne, ha mostrato luoghi altrimenti inaccessibili.
Immagini mozzafiato e vertigini solo guardandole, è partito mostrando il sentiero della Tacca Bianca.
L’incisione sul lato del Monte Altissimo offre un sentiero largo quanto le spalle di un uomo.
Pochi centimetri per il passaggio dei cavatori impavidi sullo strapiombo di oltre 100 metri.
Poi, la Foce del Pallone sul Monte Matanna: un’intuizione di Daniele Barsi che pensò a un collegamento con la vetta usando un pallone aerostatico, vincolandolo alla montagna tramite un cavo lungo cui scorreva.
E infine la lizza della Monorotaia sul Monte Sella. In soli tre chilometri, il convoglio affrontava una differenza di quota per oltre 1200 metri, con una pendenza fino al 90 per cento.
Meraviglie della tecnica a servizio del genio umano, tesori fruibili oggi per finalità distanti da quelle originarie.
In verità non per tutti, a meno che qualuno lo consenta. Come ha fatto mirabilmente Nicola Andreazzoli.
